! RP ! Qualunque sia il tuo nome, Laura Baldo

Io amo i romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale. Non so bene perché mi attirino tanto ma so che, se ho la minima possibilità di metterci sopra le mani, non mi tiro assolutamente indietro. E così, quando mi hanno proposto questo review party, non ho proprio saputo dire di no.

Ho appena deciso che non ha senso preoccuparsi del domani. Potremmo essere tutti morti domani, per quel che ne sappiamo. Prima, tanto vale vivere un po’.

Anna è un’insegnante che ha dovuto lasciare Varsavia perché è diventato ormai pericoloso insegnare di nascosto ai ragazzi delle scuole superiori. Ha lasciato in fretta la città per trasferirsi a Poznan, nella fattoria della zia, dove si accontenta di fare lavori umili pur di mantenere salva la vita. Qui entra in contatto con i partigiani che si nascondono in un capanno all’interno della proprietà. Lei non entra a far parte del gruppo, ma si limita a preparargli i pasti e a portarglieli. Il cugino di Anna, invece, ha deciso di lasciare la madre e la fattoria per unirsi al gruppo. Una sera Anna si imbatte in un tedesco che si è rifugiato nel fienile in quanto ferito e, così su due piedi, decide di dargli una mano, di curarlo. Anna è una donna a volte ingenua, impulsiva ma intelligente, legata al suo Paese e alle sue tradizioni. Non ha paura di rimboccarsi le maniche e fare lavori duri e pesanti, non ha paura di combattere per ciò in cui crede o per la sua nazione. Di paure ne ha solo una, quella di non riuscire ad innamorarsi.

I sogni sono l’unica cosa che ancora gli appartiene del tutto, nessuno riuscirà mai a censurarli.

Werner è un tedesco che ha studiato legge per accontentare il padre ma il suo sogno era quello di diventare attore. Una volta finiti gli studi ha pensato di diventare una spia ma, essendo risultato incline a non seguire gli ordini, ha pensato di arruolarsi nella Gestapo. Una volta mandato in Polonia, è stato spostato a Poznan per poi seguire l’esercito verso est, verso la conquista della Russia. Ma, una volta arrivato, è finito dritto in un’imboscata dei ribelli polacchi che hanno assalito il suo convoglio. È l’unico superstite e, ferito, si trascina presso il fienile di una fattoria. Qui finge con Anna di essere un civile, un ingegnere tedesco, mandato a fare sopralluoghi per costruire strade. Werner non può raccontarle la verità perché sa benissimo che questa potrebbe usarla contro di lui.

Mi sono resa conto che non odio i tedeschi. Odio le vostre leggi assurde, e gli atti di gratuita cattiveria, e l’ostinata obbedienza a ordini palesemente immorali.

Per quanto Werner e Anna sanno che non possono lasciarsi andare ai sentimenti, che non possono seguire il cuore, l’attrazione tra loro è forte e non riescono a contrastarla. Presto arriva il momento per Werner di tornare al suo lavoro, tra le fila di un esercito in cui non si trova, di cui rifiuta il comportamento. Werner è un uomo intelligente, empatico, innamorato della vita. I suoi sentimenti verso la Germania sono contrastanti: da una parte ha l’affetto che lo lega indissolubilmente alla sua nazione ma, dall’altra, non riesce a comprendere i comportamenti dei colleghi. Lui non riesce a condannare le persone a morte certa, non riesce a uccidere dei poveri innocenti. Questo gli impone di rimanere nelle retrovie, di mantenere un “basso profilo”, di occuparsi di casi minori dove può tenere interrogatori senza eccedere in abusi, dove può, a fine indagine, evitare di mandare nei campi di sterminio tante persone. Facendo questo tipo di lavoro deve stare molto attento a non attirare troppo l’attenzione su di sé e, contemporaneamente, può cercare di salvare le persone che conosce. Tra queste ci sarà, ovviamente, anche Anna.

La strada che dovranno affrontare Anna e Werner è lunga e tortuosa. Fortunatamente le loro vite si incrociano spesso e, per lunghi tratti, si uniscono. Per un tedesco, innamorarsi di una donna polacca durante una guerra che vede le due nazioni su fronti opposti, non è un problema da poco, soprattutto quando ci sono delle leggi che lo vietano espressamente. Ma Werner non si fa mai abbattere dalla negatività, non si fa mai prendere dallo sconforto. Cerca sempre, in tutti i modi, di salvare la sua posizione, la vita di Anna e poter stare insieme. Anche perché la donna che ha scelto non è una a cui fai cambiare idea. Anna è cocciuta, ha i suoi ideali, non vuole assolutamente lasciare la Polonia. Ad un certo punto si troveranno anche su fronti opposti: Werner tra i ranghi dell’esercito tedesco e Anna tra le fila dei partigiani. Eppure, nonostante le numerose difficoltà, nonostante il destino avverso, lui non smette mai d’amarla, non smette mai di credere in lei.

Possibile che sia diventata incapace di amare sinceramente qualcuno? Di provare i brividi, e il batticuore, e il desiderio onnipresente di un’altra persona, o il fatto di andare in pezzi per la sua perdita? Forse senza rendersene conto, ha finito per perdere una parte della sua umanità. È diventata come i mostri che voleva combattere.

Leggere questo genere di libri mi fa sempre un po’ riflettere. In un mondo, quello attuale, dove tutto è immediato, dove si hanno informazioni di tutti i tipi in tempo reale, pensare che solo poco più di ottant'anni fa era completamente l’opposto mi fa pensare. Persone come Anna e Werner non potevano telefonarsi, o mandarsi e-mail o messaggi su Whatsapp. Potevano solo aspettare una lettera che poteva anche non arrivare mai. Potevano solo credere ciecamente nella persona a cui hanno affidato il loro cuore e sperare che, prima o poi, si potessero ricongiungere, si potessero ritrovare. Potevano solo sperare che l’amore che provavano nei confronti dell’altro fosse più forte della guerra, delle differenze politiche e delle difficoltà di tutti i giorni.


Elle

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